La ricettaOgnuno dei baldi giovini che al sabato antecedente la giornata di San Bigoearo si trova di fronte al tavolo per l’impasto viene munito di:- 2 kg di semola di grano duro - un vassoio di uova (n° 16) - due o tre gocce d’acqua la farina viene disposta a cratere ed all’interno di questo vengono rotte le uova (operazione di una difficoltà inaudita, non si contano le esondazioni di chiara d’uovo!) e si inizia ad impastare. L’uso di attrezzi del mercato globale quali impastatrici automatiche è rigorosamente vietato. L’impasto deve essere manipolato fino ad ottenere una mappazza omogenea, consistente ed elastica allo stesso tempo (altra operazione difficilissima, responsabile dell’insorgere di patologie quali; lussazione della spalla, gomito del tennista, etc,,,). In questa fase della lavorazione è fondamentale l’apporto di alcuni ingredienti quali acciughe, olive, birra, salatini (ingredienti che spesso entrano nell’impasto al fine di portare il classico tocco d’artista). Una volta realizzate le varie mappazze, ovvero circa dopo due ore almeno dall’inizio dell’impresa, queste vengono portate al cospetto dei torchi (ormai sono due data la quantità necessaria a sfamare i partecipanti alla sacra giornata). Anche per produrre i bigoi l’unica energia impiegata è la forza umana (anche se in questa fase un aiuto dal mercato globale non sarebbe proprio rifiutato, vero Flavio?). Dalla titanica attività si ha la produzione dei bigoi che lo standard della confraternita fissa nella lunghezza pari a circa 25/30 cm. I bigoi vengono posti ad asciugare, distesi su canovacci, per una notte e quindi al mattino della domenica successiva sono pronti per essere cotti e consumati. La ricetta descritta, il processo produttivo, la misura dei bigoi sono di proprietà della costituenda Sacra Benemerita Confraternita di San Bigoearo. Si diffida chiunque non ne faccia parte dal diffondere truffaldinamente queste informazioni. (contributo di Pierantonio "Toni")
|
|
|
|
||
|
Questo sito Web ha dei contenuti esclusivamente goliardici e di fantasia, se qualcuno si sentisse offeso o danneggiato dai contenuti del sito stesso è pregato di comunicarlo scrivendo a fulvio.felice@siios.it. |
||